Aldo Padoin

Quando la natura diventa un nemico.
Sernaglia della Battaglia, agosto 2023 – “Sono bastati 5 minuti per rovinare un anno di lavoro. 5 minuti di furia spaventosa.” Aldo Padoin lo dice in tono sconsolato, anche se è passata una settimana il trauma non è ancora superato del tutto. Si sa che la natura è imprevedibile, oggi più che mai qualsiasi contadino mette in conto il rischio di perdere il raccolto; ma quando capita a te è difficile prenderla con filosofia. Tanto più se il vigneto danneggiato è quello che circonda casa tua, quindi ce l’hai sotto gli occhi ogni volta che esci in giardino. E il vigneto è solo una parte del danno, c’è l’orto, la casa, i pannelli solari danneggiati…
Quest’anno a luglio la grandine si è accanita parecchio nella zona del Conegliano Valdobbiadene e dintorni, sia nelle colline che nell’area pianeggiante; a causa del grande caldo si sono creati dei fenomeni particolarmente intensi con veri e propri agglomerati di ghiaccio grandi come palle da tennis. A inizio luglio il disastro aveva colpito anche la sede di imbottigliamento di Astoria a Crocetta del Montello, con danni all’impianto fotovoltaico, carrozzerie e vetri delle auto distrutti

Con Aldo avevamo preso appuntamento la settimana prima, con l’obiettivo di raccontare la coltivazione in pianura. Sernaglia della Battaglia, dove ha una parte dei quattro ettari che coltiva, è appena ai piedi delle colline, infatti siamo nell’area del Prosecco DOC, non più DOCG. Quando ci risentiamo, dopo il disastro, ci dice “siete sempre i benvenuti, ma non è che sia rimasto molto da vedere…”
Quello che vediamo sono i filari innaturali per una giornata di inizio agosto, con poche foglie come se fosse primavera e tanti tocchi di marrone come se fosse già autunno: in realtà molte foglie sono state frantumante dalla grandine e strappate dalla violenza del vento, quindi si vedono i tralci marroni esposti e grappoli che già iniziano a seccare.
In alcuni punti l’uva è rimasta al suo posto, ma è solo un’illusione: “visto così, chi non è esperto potrebbe pensare che non sia proprio perso, ma noi che purtroppo ci siamo già passati (una volta ci è capitata una grandinata a due giorni dalla vendemmia, avevamo già tagliato i tralci, un disastro) sappiamo che non è proprio così.
Oltre a quelli già caduti, ci sono molti grappoli che sembrano integri ma hanno il tralcio danneggiato: in quel caso son destinati a “congelarsi” così, si seccano senza maturare perché il tralcio si cicatrizza ma non fa più passare i nutrimenti. In 5 minuti qui abbiamo perso l’85% della produzione. Sarà da capire come evolverà poi quello che rimane, anche perché la grandinata è arrivata giusto nel periodo più difficile per la vite, quello dell’invaiatura.”

L’invaiatura è una delle quattro fasi fenologiche del ciclo annuale delle piante da frutto: fioritura, allegagione, invaiatura e maturazione. L’invaiatura è il periodo in cui gli acini d’uva si trasformano e cambiano colore; in questa fase la pianta è particolarmente sotto stress perché fornisce ai suoi frutti molte sostanze nutritive, quindi non è per nulla scontato che si riprenda facilmente dal danno subito e riesca a completare la maturazione dell’uva, anche quella non danneggiata.

Poi in inverno ci saranno ulteriori difficoltà, durante la potatura, per rimettere la pianta in carreggiata e ridefinire i tralci da salvare e quelli da tagliare. Ma a questo Aldo penserà più avanti; per ora pensa solo al raccolto decimato, ai soldi spesi inutilmente e, soprattutto, al tempo perso. Il