Luigi Bernardi

Tradizione assicurata, ma lungimiranza per il futuro
Ad aspettarci nella loro proprietà tra Follina e Soligo ci sono Luigi 65 anni e suo figlio Andrea di 27. Rex, il fedele cane da 12 anni, compagno delle loro giornate in vigna, riposa all’ombra vigile ed affettuoso. È una giornata di sole e Luigi e Andrea sono già al lavoro in mezzo ai vigneti in un paesaggio composto da terreni pianeggianti e rive dalle forti pendenze: in totale 12 ettari tra glera e chardonnay. Luigi ci accoglie con il sorriso e racconta l’inizio dell’attività familiare: “Tutto è iniziato negli anni Sessanta con mio padre. Allora non avevamo solo il vigneto, ma anche la stalla e i campi da seminativo. È stato solo verso il 2005 che abbiamo deciso di concentrarci esclusivamente sulla viticultura.”
Andrea ha ereditato la passione di famiglia e sta portando avanti l’impegno, prima attraverso gli studi e ora direttamente tra i vigneti. Ha frequentato, infatti, la scuola agraria Cerletti a Conegliano, ma ha deciso di non proseguire anche con gli studi universitari: “Il lavoro nei vigneti ha chiamato, non c’era tempo da perdere”, dice con determinazione. Per lui la viticultura è un lavoro a tempo pieno, che non conosce sabati né domeniche.

In un territorio dove la vendemmia viene svolta esclusivamente a mano, chiediamo loro che rapporto hanno con i macchinari e le innovazioni tecnologiche. Luigi ammette: “Certamente i macchinari ci hanno aiutato, ma gran parte delle attività continuano ad essere svolte a mano. Con le pendenze che abbiamo, è impossibile usufruire appieno delle potenzialità delle macchine e addirittura in alcuni lavori ci metteremmo ancora più tempo”. Andrea aggiunge: “Proprio per questo motivo mi piacerebbe vedere valorizzati i lavori in collina”. Come per la maggior parte delle attività familiari della zona, anche Luigi e Andrea si fanno aiutare nel periodo della vendemmia da pensionati, anche se confidano che stanno valutando di assumere una squadra esterna per i prossimi anni.
Quando inevitabilmente si parla di grandine e dei cambiamenti climatici che causano eventi atmosferici sempre più estremi, Luigi sospira: “La grandine della scorsa estate è stata particolarmente violenta. Ha causato danni sull’80% della produzione, danneggiando addirittura i cavi. Quest’anno di conseguenza avremo poca produzione perché mancano le gemme”. Hanno deciso di assicurarsi, ma Luigi spiega: “Il costo delle assicurazioni è molto alto e tante volte non conviene neanche.” Andrea, con un sorriso amaro, aggiunge: “Vivo con l’app del meteo aperta”.
Sono conferitori per Astoria da oltre 30 anni e ci tengono a sottolineare il lato umano dell’azienda più che gli aspetti pratici assicurati. “Filippo è un bravo titolare perché ha il giusto modo di rapportarsi con noi conferitori. Sa dare valore ai nostri prodotti e riconosce la qualità che vogliamo assicurare all’uva. Inoltre - aggiunge Luigi – è sempre presente nei momenti di maggiore fatica. Scherza, quando mai si è visto un titolare d’azienda sporcarsi le mani? E invece lui è sempre presente anche durante la vendemmia”.
Per descrivere il futuro, Andrea usa una parola forte: ‘difficile’. Il motivo principale è legato ai costi sempre più alti: “Dal gasolio ai prodotti primari, è aumentato tutto”. Con rammarico aggiunge: “È perché io ho già l’attività avviata, ma i miei amici che partono da zero con 3 o 4 ettari non possono vivere, non ha neanche più senso iniziare.” La colpa, dice, è del mercato ormai saturo.

Guardando avanti, Andrea considera l’ipotesi di diversificare l’attività aziendale realizzando un B&B vicino al vigneto: “Sicuramente il turismo nei nostri territori è destinato ad aumentare, dobbiamo saperlo intercettare e valorizzare”. Questo progetto porterebbe diversi benefici: non sarebbe solo una fonte di reddito aggiuntiva, ma aiuterebbe anche a rafforzare il legame tra la comunità locale e i visitatori. “I turisti apprezzano la nostra terra e la nostra cultura e questo può essere un modo per mantenere vive le nostre tradizioni pur adattandoci ai tempi che cambiano e alle nuove necessità”, aggiunge. L’idea è di creare un’esperienza completa, con delle visite guidate delle vigne, degustazioni di vini e attività didattiche.

Nonostante il futuro venga descritto come difficile, a Luigi e Andrea non manca di certo la voglia di mettersi in gioco per sfruttare ogni opportunità che consenta loro di continuare a fare il lavoro che amano.