Luigino Zavarise

La qualità come valore imprescindibile
Luigino Zavarise, classe 1946, ci accoglie nella sua proprietà a Montebelluna, circondata da un ettaro di terreno coltivato a Glera. La sua vigna è curata al punto da sembrare un giardino e questo testimonia la cura maniacale che riserva al podere. La lavorazione delle vigne è sempre stata per Luigino un’occupazione secondaria. Il suo impegno principale è rivolto alla sua azienda Anniel, fondata nel 1976 a Montebelluna. Si tratta di una realtà storica che produce calzature e abbigliamento sportivo, diventata negli anni un punto di riferimento per il panorama sportivo artistico italiano e internazionale. A causa degli impegni aziendali, Luigino ha deciso di affidarsi ad un terzista per le lavorazioni più onerose, lasciandosi lo sfizio di tagliare l’erba in modo tale da potersi godere la natura.
Luigino racconta che ha iniziato a coltivare uva nel 1982, comprando vari appezzamenti e sperimentando diverse varietà di uva rossa. Tra questi tentativi, ricorda particolarmente un vino rosso barricato, ottenuto dall’unione di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Malbec. Tuttavia questo esperimento non ebbe successo, poiché dopo quattro anni di affinamento in botte, il risultato non era soddisfacente. il tempo necessario per l’invecchiamento, il sapore risultava aspro. Erano tempi precedenti all’esplosione del Prosecco, anni di prove e apprendimento.
La vita di Luigino è sempre stata un intreccio tra la sua attività vitivinicola e quella produttiva. Parlando della vendemmia, il suo viso si illumina mentre ricorda quando questo momento era vissuto come una grande festa. Non era visto solo come un momento di raccolta, ma un’occasione anche per celebrare i frutti di un anno di lavoro intenso. Luigino ci parla con affetto di quegli anni in cui anche i clienti stranieri della sua azienda partecipavano alla vendemmia, desiderosi di vivere quest’esperienza unica. Sorridendo al ricordo, aggiunge: “Bastava loro una volta, ma se la ricordano ancora”.
Quello che invece è rimasto immutato nel tempo è la profonda soddisfazione che Luigino prova nel vedere i grappoli crescere, maturare e infine essere raccolti. È un ciclo che porta con sé una gratificazione che solo chi ha conosciuto da vicino la terra può davvero comprendere. Oggi, nonostante la passione, la vendemmia viene effettuata meccanicamente e, con una risata, ci dice: “Anche perché tutti gli aiutanti di un tempo hanno ormai 80 anni”.

Luigino guarda con ottimismo ai progressi delle sue vigne: “Lo scorso anno abbiamo avuto un’ottima produzione nonostante l’inevitabile ricambio di viti a causa della flavescenza dorata. Anche per quest’anno sono fiducioso. Vado avanti, perché vedere la produzione mi dà soddisfazione. Dobbiamo anche riconoscere la fortuna di avere un buon terreno che rende bene anche l’uva più difficile, come quella rossa, e che apporta un ottimo grado di zucchero”. Nonostante i costi crescenti Luigino non si lamenta perché li considera come un investimento per il futuro, come dimostra la recente decisione di sostituire i pali di cemento dei vigneti con un impianto adatto alla vendemmia a macchina.

Luigino è diventato conferitore per Astoria nel 1995, ma il modo in cui è iniziato questo rapporto è davvero unico; infatti la sua azienda collaborava già con Astoria poiché confeziona i vestiti per le hostess di Astoria utilizzati durante le fiere del vino, come il prestigioso Vinitaly di Verona. La famiglia Polegato, apprezzando non solo il lavoro di Luigino, ma anche la sua passione per la viticultura e la produzione di Prosecco, gli propose di diventare conferitore. Iniziò conferendo uve rosse, ma con il tempo decise di convertire la sua produzione alla Glera, varietà fondamentale per il Prosecco.

La collaborazione con Astoria è diventata negli anni un simbolo della fusione tra la cura artigianale e la visione imprenditoriale. Proprio quest’ultima emerge quando parliamo di futuro: Luigino è convinto che sia fondamentale investire nella qualità per far crescere ulteriormente il marchio del Prosecco nel mondo, già diventato uno degli emblemi dell’eccellenza italiana. “Per me ‘qualità’ è un termine fondamentale che unisce entrambe le mie produzioni. Anche per le mie scarpe l’ottica è sempre stata quella di privilegiare la qualità a discapito della quantità, tanto che le calzature vengono prodotte interamente a mano e l’attenzione maggiore viene riporta nei dettagli, come le rifiniture. Per questo ho deciso di vendere sempre al dettaglio e non a grossisti”.

Per Luigino la qualità non è solo una scelta, ma un valore imprescindibile che guida ogni sua decisione, garantendo che ogni prodotto, sia esso l’uva raccolta o un paio di scarpe, rappresenti al meglio il suo impegno e la sua eredità.