I nostri conferitori, le loro storie

Passione tramandata di generazione in generazione caratterizzata dal legame per la terra che conoscono da sempre.

Giuseppe Marcon

Sapere antico e cura quotidiana
Giuseppe Marcon vive in un paesaggio che sembra uscito da una fiaba. I suoi vigneti si snodano nelle colline più dolci dell’area di Conegliano, a Collabrigo, una morbida valle che sembra isolata da tutto e da tutti, anche se in realtà siamo a pochi chilometri dal centro di Conegliano. Attorno, boschi ospitano caprioli, qualche cinghiale e un sacco di funghi chiodini quando è stagione.

Lino ed Ester Padoin

Coltivare oggi, pensando a domani
Chi pensa che pensione sia sinonimo di riposo, non conosce il signor Lino e sua moglie Ester. Dopo una vita in fabbrica, quando il lavoro in vigna era un passatempo nel fine settimana, oggi si dedica a tempo pieno ai suoi 11 ettari di vigneti tra Pieve, Refrontolo e Barbisano. Non pochi se si considera che non arriva dalla classica famiglia di viticoltori.

Gino Gerlin

Le viti son come i bambini, si devono educare
Gino Gerlin ha 60 anni appena compiuti. La storia della sua famiglia è quella di tante di queste colline: generazioni e generazioni di mezzadri e poi i sacrifici per comprare la terra, per avere qualcosa di davvero proprio. “Dall’89 in avanti, prima i miei genitori e poi io, abbiamo comprato i terreni, sempre un passo alla volta, con molti sacrifici e una buona dose di coraggio. Io ho sempre fatto il contadino come secondo lavoro. Ho lavorato per 34 anni in fabbrica, all’inizio nel settore dei stampaggi e poi nella lavorazione della cellulosa e del cartone paraffinato. Lavorando a turni sono sempre riuscito a gestire anche la terra, certo è stato un impegno. Il lavoro del contadino o ti piace o non lo fai.”

Renato Zanette

Il vigneto giardino di Renato Zanette
Renato Zanette ci accompagna nel vigneto che circonda casa sua e dimostra di non aver dimenticato la lezione paterna: la sua vigna assomiglia a un giardino, così pulita e ordinata, senza un ramo per terra o un attrezzo fuori posto, persino in un periodo dell’anno che non si presta certo ai servizi fotografici, in cui è troppo presto per tagliare l’erba tra i filari e la terra è smossa.

Lino Borsoi

Per fare il vino ci vuole il letame (buono)
Andare a casa di Lino Borsoi è come viaggiare nel tempo e tornare indietro di 50 anni, non per mancanza di tecnologia ma perché incarna l’agricoltura di una volta, variegata e autosufficiente. Qui ci sono i campi coltivati a vite, l’orto dietro casa, ma ci sono anche le mucche con i campi a foraggio per il fieno e i boschi dove d’inverno, quando i campi richiedono meno attenzione, si fa la legna per alimentare la caldaia e scaldare casa.

Roberta Mosole

In memoria di papà Remo
“Papà era una persona molto umile, ha sempre lavorato duro nella vita ma mi diceva sempre: se lavori volentieri non è un sacrificio, non ti fa male.” Maserada, luglio 2023 - Ci sono gesti che ti legano alle persone e che ti consentono di mantenere questo legame profondo anche quando quelle persone, purtroppo, non ci sono più. Per Roberta Mosole quei gesti sono quelli della vigna: potare le viti, spollonare, raccogliere l’uva. I gesti che ha condiviso con suo padre Remo e che ancora oggi le parlano di lui.